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	<title>Nicola Carosi - Un cattolico negli anni della ricostruzione &#187; Testimonianze</title>
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	<description>L&#039;uomo, la vita, il pensiero politico, economico e sociale, le opere come sindaco di Appignano del Tronto.</description>
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		<title>ING. LUIGI STIPA</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2015 18:57:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Ascoli Piceno,  lì 8.2.1983 -So che lei , durante la II° guerra mondiale, in Appignano comandava il gruppo partigiano che era direttamente collegato con i servizi segreti dell’8° armata britannica. Vorrei sapere che cosa succedeva in Appignano in quel periodo; quando si formarono i partiti politici e quando il Comitato di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ascoli Piceno,  lì 8.2.1983</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>-So che lei , durante la II° guerra mondiale, in Appignano comandava il gruppo partigiano che era direttamente collegato con i servizi segreti dell’8° armata britannica. Vorrei sapere che cosa succedeva in Appignano in quel periodo; quando si formarono i partiti politici e quando il Comitato di Liberazione Nazionale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">-In Appignano  a quel tempo, quando comandavo il gruppo partigiano, era necessario innanzi tutto evitare azioni di guerriglia per non chiamare l’attenzione dei tedeschi. Nel ’44, quindi durante l’occupazione, e per ciò in forma clandestina, i vecchi esponenti del Partito Popolare e alcuni giovani gettarono le basi della nuova Democrazia Cristiana. Essi furono: Giuseppe Armillei, Romano Grelli, Cesare Di Giacomi, Nicola Carosi, Luigi Stipa il sottoscritto e altri. In attesa dell’arrivo degli eserciti alleati, fermi sul fronte di Vasto-Lanciano, con i tedeschi spesso di pattuglia in Appignano, in quanto presidiavano il grande deposito di munizioni dislocato lungo la strada comunale Appignano-Campolungo, gli elementi antifascisti di maggior spicco provvidero alla costruzione in paese del Comitato di Liberazione  Nazionale (C.L.N.). Vi partecipavano Serafino Galli (di orientamento monarchico-liberale), il più giovane del gruppo Nicola Carosi, in rappresentanza della Democrazia Cristiana, Pacifico Pucci (Partito Comunista Italiano), Gaspare Scarpetti (Partito Liberale Italiano), Goffredo Scarpetti (Partito D&#8217;Azione) e Tommaso Marinelli (Partito Democratico del Lavoro). L’organizzazione dei partiti politici poi si intensificò subito dopo la liberazione. Fino al 1921 il partito che aveva ottenuto la maggioranza assoluta dei suffragi elettorali era stato il Partito Popolare. Ora, con la rinata libertà, il popolo appignanese sembrò preferire il partito di ispirazione cristiana che già nel ’21 aveva ottenuto le maggiori preferenze.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>-Lei e stato Sindaco di Appignano fino al ’22, fino cioè all’avvento del fascismo. Ricorda la famiglia o meglio i famigliari di  Nicola Carosi in particolare il babbo Sante e la mamma Antonia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">-Ricordo il matrimonio dei genitori  di Nicola. Sante era nativo di Castignano , era emigrato in America e poi era andato in Appignano; qui aveva comprato un vecchio mulino a palmenti e aveva incominciato a guadagnare. Era un uomo di poche parole, lavoratore mai stanco e sempre solerte. Anche se Sante economicamente si trovava bene, ricordando gli stenti passati, i sacrifici e la miseria, rispettò sempre il denaro. Sul lavoro era molto deciso, aveva un carattere forte, ma nell’interno della famiglia era buono. La moglie Antonia aveva un carattere diverso, era una donna molto semplice, riservata. Era stata mezzadra ed educata al rispetto e alla schiettezza. Aveva imparato a leggere e a scrivere a 40 anni dalle suore. Era molto devota al marito e buona con i figli.</p>
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		<title>VOLPI ISABELLA</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2015 17:41:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Appignano del Tronto,  lì  27.7 1983 Era stata emessa dal Comune di Appignano una ordinanza che vietava per motivi igienici, e non solo per quelli, di lavare i panni nella fontana pubblica (le abitazioni in Appignano allora erano sfornite di acqua). Io e mia figlia ci guadagnavamo da vivere facendo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Appignano del Tronto,  lì  27.7 1983</p>
<p style="text-align: justify;">Era stata emessa dal Comune di Appignano una ordinanza che vietava per motivi igienici, e non solo per quelli, di lavare i panni nella fontana pubblica (le abitazioni in Appignano allora erano sfornite di acqua). Io e mia figlia ci guadagnavamo da vivere facendo le lavandaie; andare al fiume era lontano e faticoso, soprattutto per riportare poi in paese i panni che lavati pesavano molto di più. La guardia spesso ci faceva contravvenzione ed il poco guadagno se ne andava tutto. Quando la guardia ci beccava andavamo da Nicola, dal Sindaco, perché ci annullasse la contravvenzione. E’successo più volte. Il Sindaco ci invitava a non farlo più e poi ci diceva di ritornare a casa perché ci avrebbe pensato poi lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo saputo in seguito, dopo la sua morte, che le contravvenzioni si trovavano nel suo cassetto, tutte pagate. Lo faceva lui.</p>
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		<title>PACIFICO PUCCI</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2015 17:40:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Consigliere del Partito Comunista Italiano, I° Amministrazione Carosi Appignano del Tronto,  lì  1.12.1983 “Ciao Pacì,… Ciao Nicò…”. Ci salutavamo cosi quando ci incontravamo. Me lo ricordo con un eterno sorriso che increspava quel suo faccione largo che rispecchiava la bontà del suo animo. Fui con lui in qualità di assessore [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Consigliere del Partito Comunista Italiano, I° Amministrazione Carosi</p>
<p style="text-align: justify;">Appignano del Tronto,  lì  1.12.1983</p>
<p style="text-align: justify;">“Ciao Pacì,… Ciao Nicò…”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci salutavamo cosi quando ci incontravamo. Me lo ricordo con un eterno sorriso che increspava quel suo faccione largo che rispecchiava la bontà del suo animo. Fui con lui in qualità di assessore aggiunto dell’opposizione, nella prima legislatura. Fu Sindaco dopo il voto di sfiducia all’ex primo cittadino che aveva mostrato la sua marcata rimembranza Podestarile. Così comincio il travaglio del neo Sindaco che, dopo poco tempo dalla sua nomina, fu in pieno contrasto all’interno del suo partito.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi dell’opposizione, indifferenti a ciò che succedeva all’interno del partito di maggioranza, appoggiavamo ciò che c&#8217;era di costruttivo. Il neo Sindaco talvolta si lamentava del comportamento del suo partito, ma non della minoranza, tanto che approvammo senza riserbo la costruzione della circonvallazione criticata da una parte della maggioranza. (Oggi questa strada porta il suo nome). Alla scadenza del mio mandato non mi interessò più nulla. Col Carosi rimasi sempre in buoni rapporti.</p>
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		<title>ITALO STIPA</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2015 17:38:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Consigliere del Partito Comunista Italiano  I° Amministrazione Carosi Ascoli Piceno  lì  3.4.1984 Conoscevo Nicola Carosi e sono stato suo avversario politico nella prima Amministrazione. Anche se ero di un partito avverso e avevo opinioni diverse, posso dire di lui che fu un uomo generoso e un amministratore onesto tanto che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Consigliere del Partito Comunista Italiano  I° Amministrazione Carosi</p>
<p style="text-align: justify;">Ascoli Piceno  lì  3.4.1984</p>
<p style="text-align: justify;">Conoscevo Nicola Carosi e sono stato suo avversario politico nella prima Amministrazione. Anche se ero di un partito avverso e avevo opinioni diverse, posso dire di lui che fu un uomo generoso e un amministratore onesto tanto che le sue azioni suggerivano sempre dignità e rispetto. Le opere da lui realizzate più che dare all’occhio agli amministrati rendevano loro servizi mai sperati. E’sufficiente dire che in tutto il lungo periodo d’amministrazione non fu messo mai in minoranza pur tenendo presente che si trovava di fronte ad un’opposizione, per quanto interessata alle sorti del paese, politicamente qualificata e vicina alle direttive delle segreterie provinciali dei partiti. Carosi fu un amministratore il cui operato fu a tutti d’insegnamento e d’esempio. Senza fare polemici confronti con il periodo che ora attraversiamo è facile comprendere quale contrasto con coloro che oggi gestiscono il potere. Fece ogni cosa con umiltà, con estrema discrezione, quasi con pudore, evitando che il suo operato potesse essere preso a motivo per elogi o applausi.</p>
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		<title>DOMENICO STIPA</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2015 17:37:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vice Sindaco e stretto collaboratore del Carosi II° Amministrazione Ascoli Piceno,  lì  31.1.1985 Nicola Carosi era gioviale con tutti, aperto ai problemi del prossimo. Si faceva stimare e benvolere da quanti avevano modo di accostarlo. Nel prodigarsi non conosceva limiti. Benché le condizioni economiche della sua famiglia fossero buone, non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vice Sindaco e stretto collaboratore del Carosi II° Amministrazione</p>
<p style="text-align: justify;">Ascoli Piceno,  lì  31.1.1985</p>
<p style="text-align: justify;">Nicola Carosi era gioviale con tutti, aperto ai problemi del prossimo. Si faceva stimare e benvolere da quanti avevano modo di accostarlo. Nel prodigarsi non conosceva limiti. Benché le condizioni economiche della sua famiglia fossero buone, non ne approfittò per farsi al di sopra degli altri meno dotati di beni materiali. Visse alla pari con tutti, servi con generosità e stile quanti a lui si rivolsero con fiducia. Era stimato e ascoltato con rispetto da coloro che ebbero la fortuna di conoscerlo. Disinteressato  al massimo pagava di persona pur di non mettere nessuno in difficoltà. Costantemente offri la sua disponibilità non con la mira occulta di vantaggi personali, ma con il desiderio autentico di mettersi al servizio. Non servitù ma corresponsabilità; non invadenza ma obbedienza agli ideali, non burocrazia ma intervento sollecito, disinteressato ed efficace. In tutta la sua vita non ebbe mai nemici, ebbe semmai avversari politici con i quali si confrontò, anche aspramente, sul terreno della democrazia. Ma furono sempre indotti dal suo comportamento leale alla comprensione, al rispetto. Annoverava amici soprattutto fra le persone più schiette, più semplici. Fu allergico all’encomio, all’elogio, alla gratificazione, agli onori. Non fu uomo di compromessi ; rispetto le idee degli altri ma credette fortemente alle sue, operando in coerenza con esse.</p>
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		<title>ALESSANDRO FALCIANI</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2015 17:35:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Appignano del Tronto,  lì  7.7.1984 Quando stavamo nell’Azione Cattolica con Nicola, oltre alle riunioni e alle gite facemmo pure recite. Tutti avevamo entusiasmo e molti giovani si scoprirono attori partecipando alla messa in scena di atti unici, drammatici e comici. Ricordo in particolare una recita: “Abbasso il frolloccone”, che parlava [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Appignano del Tronto,  lì  7.7.1984</p>
<p style="text-align: justify;">Quando stavamo nell’Azione Cattolica con Nicola, oltre alle riunioni e alle gite facemmo pure recite. Tutti avevamo entusiasmo e molti giovani si scoprirono attori partecipando alla messa in scena di atti unici, drammatici e comici. Ricordo in particolare una recita: “Abbasso il frolloccone”, che parlava di un uomo scappato dal manicomio, un maniaco in apparenza normale, che diventava all’improvviso violento e gridando “abbasso il frolloccone” commetteva ogni sorta di pazzia. Questo maniaco (impersonato da Tiziano Ederosi che sapeva recitare molto bene la sua parte) si presentava in casa di un signore che cercava una persona di servizio e allora ne succedevano delle belle. Quell’anno con la nostra filodrammatica più volte rallegrammo le serate festive paesane. Alle recite furono spettatori le famiglie appignanesi e anche quelli della campagna; era come una festa per tutti.</p>
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		<title>MARIA PIA ZUPPINI VED. CAROSI</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2015 17:33:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Testimonianza dell&#8217;insegnante sig.ra Maria Pia Zuppini ved. Carosi, moglie di Nicola Ascoli Piceno,  lì 12.7.1982 Nicola,  lo vedo ancora nella mia memoria, grande e buono accanto a me e ai figli. La sua presenza stessa ci dava sicurezza e coraggio; era una sensazione che inconsciamente trasfondeva in noi e credo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Testimonianza dell&#8217;insegnante sig.ra Maria Pia Zuppini ved. Carosi, moglie di Nicola</p>
<p style="text-align: justify;">Ascoli Piceno,  lì 12.7.1982</p>
<p style="text-align: justify;">Nicola,  lo vedo ancora nella mia memoria, grande e buono accanto a me e ai figli. La sua presenza stessa ci dava sicurezza e coraggio; era una sensazione che inconsciamente trasfondeva in noi e credo in chiunque l’avvicinasse. Ci eravamo sposati il 24 settembre 1949, io ero insegnante elementare, ora sono in pensione. Abbiamo avuto tre figli: Maria Antonietta nata nel 1950, Mariaida nata nel 1951 e Sante nato nel 1958. Appena sposati risiedevamo in Appignano ma dopo la nascita della seconda bambina ci trasferimmo ad Ascoli Piceno per essere più vicini alla mia sede d’insegnamento; avevo allora due bambine piccole, inoltre, Nicola cominciò a lavorare nel Corpo Forestale dello Stato, prima come assistente nei lavori di rimboschimento poi come impiegato civile. Vivemmo anni di lavoro, di comprensione, di serenità, che ci fecero superare le inevitabili difficoltà della vita. Mio marito aveva un fisico forte, atletico, robusto. Non era mai stato male, andava in montagna con i forestali, viveva la sua vita con impegno e con responsabilità. In ultimo aveva accettato di nuovo la carica di Sindaco al suo paese nativo e divideva il suo tempo tra la famiglia, il lavoro e l’amministrazione comunale di Appignano. All’improvviso un banale male di denti, cosi sembrò all’inizio, cambiò interamente la sua vita ed atterrò le sue risorse vitali. Era un male incurabile. Ma non si fece subito abbattere, anche se tutto gli crollava addosso, cominciò a lottare e, per diverso tempo, dopo l’operazione, tra vari ricoveri, si recò ancora al lavoro e al comune di Appgnano. Durante un anno di vero calvario, non una lacrima, non un istante di disperazione o smarrimento , non un interrogativo. Perché questo a me? Affrontò con estrema dignità e coraggio l’ultimo atto della sua vita, l’ultimo momento che nessuno di coloro che gli erano attorno fu in grado di accettare con la sua serenità. Ancora oggi mi stupisce la sua accettazione consapevole; un atto silenzioso di fede. E proprio fede, coraggio e tenacia sono le caratteristiche con cui posso definire la personalità di quest’uomo, valori che ha lasciato a noi come esempio da seguire, che mi hanno aiutato nell’ educazione dei figli e che mi aiutano ancora nel mio vivere.</p>
<p style="text-align: justify;">____________________________________________________________</p>
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		<title>MINALI TITO</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2015 17:31:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ascoli Piceno lì 13.10.2014 “Siamo negli anni ’50 di  fronte alla Chiesa dei frati nel piazzale Arnaldo Mussolini. Mio fratello Pietro di poco più di 5 anni, quando io ne avevo 18, stava giocando insieme ad altri bambini; ad un certo momento per raccogliere le giuggiole, su un albero a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ascoli Piceno lì 13.10.2014</p>
<p style="text-align: justify;">“Siamo negli anni ’50 di  fronte alla Chiesa dei frati nel piazzale Arnaldo Mussolini. Mio fratello Pietro di poco più di 5 anni, quando io ne avevo 18, stava giocando insieme ad altri bambini; ad un certo momento per raccogliere le giuggiole, su un albero a ridosso dello strapiombo sul campo sportivo, scivolò e rimase aggrappato all’erba. Il bambino subito incominciò ad urlare allarmando tutte le persone che si trovavano lì.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuo padre, il Sindaco Carosi, trovandosi a passare in quel momento insieme alla guardia municipale, suggerì a quest’ultima di scendere velocemente sotto per tentare di riprendere il bambino qualora nessuno fosse riuscito a ritirarlo su. A questo punto tuo padre intervenne e pensando di non agitare il bambino, si mise per terra, lungo, senza farsi vedere e allungando le braccia lo prese e lo alzò per aria salvandolo. Tuo padre era un Sindaco che per l’altezza e la corporatura aveva una forza che pochi avevano in paese ed era amato da tutti”.</p>
<p style="text-align: justify;">____________________________________________________________</p>
<p>www.nicolacarosi.it © 2015 – tutti i diritti riservati – è vietata la riproduzione</p>
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		<title>LUIGI MUROLO</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2015 17:30:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Guardia Forestale Ascoli Piceno   li 28.111983 Ho conosciuto Carosi quando lavorava con me nel Corpo Forestale dello stato di Ascoli Piceno. A quel tempo Carosi diresse molti lavori come l’apertura di strade, la sistemazione dei torrenti e il rimboschimento in zone di montagna. In breve tempo divenne amico di tutti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Guardia Forestale</p>
<p style="text-align: justify;">Ascoli Piceno   li 28.111983</p>
<p style="text-align: justify;">Ho conosciuto Carosi quando lavorava con me nel Corpo Forestale dello stato di Ascoli Piceno. A quel tempo Carosi diresse molti lavori come l’apertura di strade, la sistemazione dei torrenti e il rimboschimento in zone di montagna. In breve tempo divenne amico di tutti gli operai, imparò a conoscere la materia: sapeva scegliere i terreni più adatti e conosceva i vari tipi di piante. L’ing. Modena e il dott. Lorenzini, suoi superiori, seppero ben apprezzarlo per le sue doti e per l’attaccamento al lavoro.</p>
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		<title>MAROZZI FELICIA IN VIRGULTI</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2015 13:51:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Appignano del Tronto  li 15.10.1983 -Ricorda qualche episodio particolare legato all’attività amministrativa del Carosi ? -Si. In campagna, durante le elezioni comunali del dicembre ’64, i contadini volevano tutti come Sindaco Nicola “buonanima” e mi ricordo che, poco prima delle votazioni, Nicola incontrò la “Sant’alma” del mio primo marito, loro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="center">Appignano del Tronto  li 15.10.1983</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>-Ricorda qualche episodio particolare legato all’attività amministrativa del Carosi ?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">-Si. In campagna, durante le elezioni comunali del dicembre ’64, i contadini volevano tutti come Sindaco Nicola “buonanima” e mi ricordo che, poco prima delle votazioni, Nicola incontrò la “Sant’alma” del mio primo marito, loro due erano proprio come fratelli, e gli disse: <i>”Mi fai un giretto per la campagna per sentire cosa si dice?”</i> Allora mio marito per alcune sere fece un giro per i contadini poi dopo qualche giorno rivide Nicola e gli riportò la voce stessa dei contadini che dicevano<i> “Se Nicola si mette coi comunisti , anche se siamo democratici, noi il voto lo diamo a Nicola. Noi non guardiamo al Partito ma a Nicola , dove si volta lui ci voltiamo noi”. </i>E cosi è stato. Nicola ebbe più voti di tutti quelli che stavano nella lista con lui. Nicola era un uomo onesto e a proposito di onestà, voglio raccontare questo fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Era tempo di mietitura, un contadino doveva trebbiare ma la macchina come sempre non poteva passare per andare nelle sue terre perché non c’era la strada. Quando il Sindaco Nicola  venne interpellato prontamente trovo la soluzione. <i>“Adesso ci penso io –disse – vado alla società dei trebbiatori e ti faccio aprire la strada”.</i> Cosi fece; venne un trattore, aprì la strada e quell’anno quel contadino potè trebbiare. Alcuni giorni dopo il contadino arrivò con un agnello al mulino, presso la casa del padre di Nicola, “Santì” il mugnaio e chiese di Nicola. Santì rispose che non c’era e domandò cosa volesse. Il contadino allora disse: <i>”Veramente mi ha fatto tanto un piacere grosso e cosi gli ho portato un pensiero</i>”. <i>“Figlio” -</i>gli disse Santì –<i>“tu adesso vai via e riportati l’agnello a casa perche se viene Nicola non lo prende; se lui ti ha fatto un piacere sono contento ma dammi retta, portatelo via perché mi ha dato ordine di non prendere niente da nessuno”. </i>Nel frattempo arrivò Nicola; il contadino si fece avanti e disse: <i>“Senti Nicò ti ho portato un pensiero, ti ho portato un agnello perche tu mi hai fatto aprire quella strada; ecco ora ho trebbiato e potrò trebbiare sempre“.”No “-</i>disse Nicola<i> –“tu l’agnello lo riporti a casa tua, io sono al Comune, sono il Sindaco ma è come se fossi un padre di famiglia per tutti e non faccio altro che il mio dovere. Tu ritorna a casa tua, io l’agnello non lo voglio”.</i></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco tutto; questa è verità. De Angelis (Checco de ‘Nselma) me lo ha raccontato; lui era presente al mulino quel giorno; era andato lì per macinare ed ha assistito a questo fatto.</p>
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