<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Nicola Carosi - Un cattolico negli anni della ricostruzione &#187; 1°Mandato &#8217;48-&#8217;51</title>
	<atom:link href="https://www.nicolacarosi.it/category/le-opere/primo-mandato-48-51/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.nicolacarosi.it</link>
	<description>L&#039;uomo, la vita, il pensiero politico, economico e sociale, le opere come sindaco di Appignano del Tronto.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 17 Sep 2016 14:36:03 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.7.41</generator>
	<item>
		<title>IL BILANCIO &#8217;48-&#8217;51</title>
		<link>https://www.nicolacarosi.it/il-bilancio-48-51/</link>
		<comments>https://www.nicolacarosi.it/il-bilancio-48-51/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2015 16:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[1°Mandato '48-'51]]></category>
		<category><![CDATA[Il Bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Le opere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nicolacarosi.it/?p=467</guid>
		<description><![CDATA[Uno dei primi e severi impegni del Sindaco Nicola Carosi fu quello di far pareggiare il bilancio. Egli comprese che per eliminare la passività, sarebbe stato necessario intraprendere misure energiche, forse anche poco popolari, se si voleva veramente che Appignano risorgesse dalla crisi della guerra. (Dall’intervista a Giulio Marinelli, cit. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Uno dei primi e severi impegni del Sindaco Nicola Carosi fu quello di far pareggiare il bilancio.</p>
<p style="text-align: justify;">Egli comprese che per eliminare la passività, sarebbe stato necessario intraprendere misure energiche, forse anche poco popolari, se si voleva veramente che Appignano risorgesse dalla crisi della guerra. (Dall’intervista a Giulio Marinelli, cit. <i>“[…] l’Amministrazione aveva molti debiti; per pareggiare il bilancio furono aumentati: l’assegno sul bestiame, la tassa di famiglia, inoltre venne messa la tassa sui cani e il bollo al carro agricolo. A quel tempo facevo parte della Commisione per le tasse, mi ricordo che qualcuno si lamentò, ma alla fine ed entro breve tempo il bilancio fu pareggiato“.)</i></p>
<p style="text-align: justify;">In un primo tempo Carosi trovò difficoltà a varare il suo preventivo a pareggio a causa soprattutto dell’opposizione del Sindaco uscente. Infatti l’approvazione del bilancio preventivo approntato dalla Giunta, che prevedeva un forte aumento dell’imposta sul bestiame e della sovrimposta sui terreni, in Consiglio Comunale ebbe i seguenti risultati: presenti 13, astenuti 1, favorevoli 6, contrari 6, pertanto Carosi decise di rinviare alla Giunta il preventivo. <i>(Delib. Cons. Com. n. 24 del 6.6.48).</i> Appena la Giunta ebbe rivisto il preventivo, inasprendo ancor più la sovrimposta sui terreni, Carosi convocò il Consiglio Comunale per il 30 giugno 1948 alle ore 18, ultimo giorno valido per poter chiedere allo Stato la copertura della liquidazione (£.700.000) ai dipendenti comunali. Il Sindaco uscente sollevò l’obiezione, rifacendosi all’articolo 125 del Testo Unico – Legge Comunale e Provinciale 1915 n° 148, che la seduta non poteva aver luogo perché i Consiglieri erano stati convocati, con lettera datata 28 giugno, per il giorno seguente 29 giugno, cioè il giorno prima della seduta stessa. Carosi inoltre aveva fissato la seconda convocazione per lo stesso 30 giugno, alle ore 20 e pertanto l’ex Sindaco Priori affermò che ciò non era legale in base all’art. 127 dello stesso T.U. Carosi si rifece al comma 4 dell’art. 125 per spiegare che, in casi di urgenza, è sufficiente che l’avviso sia recapitato 24 ore prima della riunione, e l’approvazione del preventivo rientrava nei casi di urgenza se si voleva ottenere la copertura statale delle liquidazioni e non bloccare l’attività amministrativa del Comune. Poi fece leggere la Circolare Prefettizia n. 8708 “Bilanci preventivi 1948” la quale sanciva che il Consiglio poteva decidere a maggioranza se ogni deliberazione doveva essere approvata seduta stante o differita al giorno seguente. Astenuti Carosi e l’ex Sindaco, si fece la votazione: i 10 votanti decisero di approvare seduta stante ogni deliberazione. <i>(Delib. Cons. Com. n. 27 del 30.6.48, ivi.)</i> Fu il primo grosso successo, amministrativo e soprattutto politico, del Sindaco Carosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Si passò quindi all’approvazione del bilancio preventivo ( £. 8.201.382,65 di entrata e uscita ) a pareggio, elevando al 320% l’aliquota della sovrimposta sui terreni, inasprendo del 35% l’imposta sul bestiame e chiedendo allo Stato il contributo di lire 700.000 per liquidare gli arretrati ai dipendenti comunali. <i>(Delib. Cons. Com. n. 28 del 30.6.48, ivi.)</i></p>
<p style="text-align: justify;">Qualche giorno dopo la Giunta si riunì per aggiornare i redditi delle imposte di famiglia: si decise che tutti i redditi compresi tra le £ 24.001 e le £ 30.000 fossero portati a £ 30.001. <i>(Delib. Giunta  Com. n. 59 del 6.7.48 ivi.)</i></p>
<p style="text-align: justify;">Il bilancio 1948 fu veramente un successo perché si chiuse con un attivo di £.  1.202.514,91 (Entrate £.  10.850.540,33 – Uscite £.  9.648.025,42), che superò tutte le previsioni più ottimistiche <i>(Delib. Giunta  Com. n.  23 del 22.4.49, ivi.)</i> e l’approvazione del bilancio preventivo 1949 (lire  10.384,475 di entrate e uscite) ebbe luogo senza opposizioni di sorta. <i>(Delib. Cons. Com. n.  56 del 31.10.48, ivi.)</i></p>
<p style="text-align: justify;">Agli inizi del ’49 la Giunta approvò la tariffa delle imposte di consumo, quella dei diritti accessori e dei diritti speciali, nonché la tabella delle tare e la applicazione di nuove e maggiori imposte sui generi di vendita al minuto. <i>(Delib. Giunta  Com. n.  1 del 27.1.49, Delib. Cons. Com. n.  33 del 4.12.49 e Delib. Giunta  Com. n.  2 del 14.1.51,ivi.)</i></p>
<p style="text-align: justify;">L’applicazione delle imposte di famiglia e delle sovrimposte sul bestiame, condotte in maniera blanda e con sperequazioni, non avevano soddisfatto il Sindaco che ottenne dal Consiglio di riesaminare l’imposta e di censire il bestiame esistente nel territorio: la proposta passò con 10 voti su 13 presenti<i>. (Delib.  Cons. Com.n.  19 del 22.5.49,ivi.)</i></p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia le difficoltà di far quadrare il bilancio erano estremamente gravose, anche perché non si poteva più fare affidamento sul contributo integrativo dello Stato. Carosi allora chiese alla superiore autorità tutoria l’autorizzazione ad applicare, per il 1950, il diritto del 2% sui prodotti locali (uve, mosti, vini) che sarebbero stati esportati fuori dal territorio di Appignano. <i>(Delib.Cons. com. n.  44 del 20.11.49, Delib. Cons. Com.n.  4 dell’1.3.50 e Delib. Cons. Com. n.  2  del 18.2.51, ivi.)</i></p>
<p style="text-align: justify;">Fu approvato quindi il bilancio preventivo per il 1950 a pareggio (£.  8.132.875 in entrate e uscita) con l’elevazione del 320% al 360% della sovrimposta sui terreni e mantenendo al 35% l’imposta sul bestiame. <i>(Delib. Cons. Com. n.  50 del 4.12.49, ivi.)</i></p>
<p style="text-align: justify;">In seguito l’aliquota della sovrimposta sui terreni fu confermata al 360% ma fu elevata al 300% l’aliquota sui redditi agrari; inoltre venne maggiorata la tariffa dell’imposta sul bestiame che passò dal 35% al 60%. <i>(Delib. Cons. Com. n.  9 del 22.5.50, ivi.)</i></p>
<p style="text-align: justify;">Al termine dell’anno  venne approvato il conto consuntivo del 1949 che presentò un fondo di cassa attivo di £.  663.837,61 ma un disavanzo di £.  441.366,69 dovuto ai residui passivi. <i>(Delib. Cons. Com. n.  40 del 20.11.50, ivi.)</i></p>
<p style="text-align: justify;">Altre modificazioni delle tariffe di consumo furono poi apportate al gas per illuminazione e riscaldamento, all’energia elettrica e alle bevande, tuttavia furono stabilite tariffe ridotte per le famiglie meno abbienti. <i>(Delib. Cons. Com n  44 del 30.12.50, ivi.)</i></p>
<p style="text-align: justify;">Quindi fu approvato il bilancio preventivo per il 1951 con £  8.932.465 di entrate e uscite <i>(Delib. Cons. Com. n.  45 del 30.12.50, ivi.)</i> e furono nominati i Revisori dei Conti per il 1950 <i>(Delib. Cons. Com. n.  46 del 30.12.50, ivi.).</i></p>
<p style="text-align: justify;">Si passò poi all’istituzione di una tassa sul suolo pubblico <i>(Delib. Cons. Com. n.  8 del 18.3.1951, ivi.) </i>riguardante strade, corsi, piazze e pubblici mercati. Il suolo pubblico venne diviso in tre categorie, con differenti tassazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 9 giugno 1951 il Sindaco Carosi uscì dall’Amministrazione Comunale <i>(Da “Il Nuovo Piceno” del 1.6.51, “Trionfale vittoria democristiana”)</i> in seguito alle elezioni amministrative di quell’anno, nelle quali egli ripresentò   candidato.</p>
<p style="text-align: justify;">Carosi aveva realizzato moltissimo: era riuscito ad additare il miglior sistema per amministrare senza tartassare i cittadini e senza gravare sul bilancio dello Stato, salvaguardando nel contempo le condizioni economiche dei meno abbienti <i>(Dalle interviste di: Luigi Albertini, Assessore D.C. I° Amministrazione Carosi, Giulio Marinelli, Adamo Volpi).</i></p>
<p style="text-align: justify;">Adamo Volpi, consigliere del P.S.I. in quell’amministrazione e sindaco di Appignano negli anni seguenti (in seguito al suo passaggio alla DC) così conclude la sua testimonianza: <i>“Carosi ha fatto di più che i molti lavori. Non è solo importante fare grandi cose; è importante anche dare un ordine e un rispetto al paese. L’importanza di un Sindaco non è soltanto nel costruire palazzi ma anche nell’insegnare come si deve vivere e come ci si deve comportare&#8221;.</i></p>
<p>____________________________________________________________</p>
<p>www.nicolacarosi.it © 2014 – tutti i diritti riservati – è vietata la riproduzione</p>
<div class='shareaholic-canvas' data-app-id='7274360' data-app='share_buttons' data-title='IL BILANCIO &#039;48-&#039;51' data-link='https://www.nicolacarosi.it/il-bilancio-48-51/' data-summary=''></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.nicolacarosi.it/il-bilancio-48-51/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>INIZIATIVE SOCIALI &#8217;48-&#8217;51</title>
		<link>https://www.nicolacarosi.it/iniziative-sociali-48-51/</link>
		<comments>https://www.nicolacarosi.it/iniziative-sociali-48-51/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2015 16:41:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[1°Mandato '48-'51]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative Sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Le opere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nicolacarosi.it/?p=465</guid>
		<description><![CDATA[L’opera del sindaco Carosi  ha lasciato una rimarchevole traccia anche nel settore sociale. Molto sensibile a  migliorare le condizioni di vita nel paese e nelle frazioni, Carosi fu autore di numerose iniziative. La prima fu la nomina di un Comitato U.N.R.R.A. cui fecero seguito l’assegnazione di case per i terremotati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’opera del sindaco Carosi  ha lasciato una rimarchevole traccia anche nel settore sociale. Molto sensibile a  migliorare le condizioni di vita nel paese e nelle frazioni, Carosi fu autore di numerose iniziative.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima fu la nomina di un Comitato U.N.R.R.A. cui fecero seguito l’assegnazione di case per i terremotati  e la concessione in gestione del forno comunale. <i>(Del. Giunta Com. nn. 56 e 58 del 16.6.48 e n. 67 dell’11.7.48). </i>In un articolo dal titolo <i>&#8220;Unicuique suum&#8221;</i> pubblicato sul Nuovo Piceno del 19.01.51 si parla appunto del comitato locale “Soccorso pro terremotati” che rese possibili i lavori di restauro della chiesa di S. Angelo dopo il terremoto del  &#8217;43.  L’articolo venne scritto dal sacerdote Nazzareno Sensi che intese rettificare e precisare che il merito di tali lavori fu “tutto dei componenti il solerte comitato locale &#8220;Soccorso pro terremotati&#8221;” ringraziando fra l&#8217;altro il tecnico del Genio Civile, il Segretario e in particolare <i>&#8220;l’Ill.mo Presidente nostro bravo Sindaco Signor Nicola Geom. Carosi”.</i></p>
<p style="text-align: justify;">Appignano aderì poi nel ’49 alla IV° Mostra Regionale del Mercato che si tenne in Ascoli Piceno.<i> (Del. Giunta Com. n. 28 dell’11.5.49).</i> Si pervenne poi in Consiglio Comunale all’istituzione di una fiera mensile in quanto in precedenza le fiere agricole annuali erano soltanto 4 e si tenevano nei mesi di aprile, giugno, agosto, settembre. Le fiere furono  quindi fissate il giorno 5 di ogni mese. <i>(Del. Cons. Com. n. 37 del 17.8.48 e n. 38 del 14.4.51).</i></p>
<p style="text-align: justify;">Seguì la nomina di una Commissione per la revisione dell’elenco dei poveri. <i>(Delib. Cons. Com. n. 37 del 18.8.48 e Delib. Giunta Com. n. 38 del  14.4.51).</i> Si elargirono contributi a cittadini particolarmente bisognosi, a favore dei ragazzi del Villaggio del Fanciullo ed alle scuole. <i>(Del. Giunta Com. nn. 50 e 51 del  2.7.49 e n. 27 dell&#8217; 1.4.50. </i>In occasione delle feste patronali di S. Giorgio i ragazzi<i> </i>del Villaggio (comunità che avvicinava tutti i ragazzi più soli e più poveri) furono invitati ad Appignano. Dopo varie attività ricreative offerte dagli scolari appignanesi e un gustoso pranzo preparato dalle suore terminò la giornata di quei ragazzi. Il Nuovo Piceno del 28.4.49, riportò: <i>“Quel giorno parteciparono alla gioia dei ragazzi col sindaco di Appignano, anche il Provveditore agli Studi e il rappresentante del Prefetto” .</i></p>
<p style="text-align: justify;">Un altro momento in cui si avverte  la tensione del sindaco verso i problemi della popolazione appignanese e che conferma nello stesso tempo le molte delibere a favore di tutti quei cittadini particolarmente bisognosi, è fissato in un articolo comparso sul Nuovo Piceno il 22 settembre 1950 che riporta: <i>“Tocca ormai il suo secondo anno di vita la scuola media Giovanni Rossi di Appignano del Tronto sorta per interessamento della attuale Amministrazione Comunale [...] Anche per il nuovo anno scolastico l’Amministrazione Comunale, proseguendo una plausibile opera di assistenza , elargirà un contributo a pro degli alunni meno abbienti che, previo concorso, mostrino spiccate attitudini per lo studio. Si attende con fiducia la sistemazione della scuola nei locali dell’erigendo edificio scolastico e si spera non lontana la parificazione della stessa”. </i></p>
<p style="text-align: justify;">E’ opportuna in questa sede una piccola annotazione riguardante il problema della mancanza di una scuola Media in Appignano e le soluzioni che il Sindaco attuò. Ricorda il Marinelli che <i>“Il Carosi ebbe molto a cuore il problema della scuola Media; egli si rammaricava nel sapere che il nostro comune non avesse il grado di scuola superiore alle elementari. Si adoperò allora e si impegnò per ottenerlo. Quando finalmente vi riuscì, momentaneamente sistemò la scuola nei locali del  vecchio comune e, contemporaneamente, progettò la costruzione di un nuovo e grande edificio scolastico da realizzare con i fondi del terremoto del ’43.”</i></p>
<p style="text-align: justify;">Fu stanziata inoltre una somma che venne data in contributo al locale Patronato ACLI per il proseguimento della scuola serale e fu autorizzato il lavoro straordinario per la sistemazione dell’ Archivio. <i>(Del. Giunta Com. n. 34 del 18.5.49 e n. 29 dell&#8217;11.5.49).</i></p>
<p style="text-align: justify;">Carosi ebbe grande cura nel tenere vive le tradizioni di Appignano, tra le più belle delle quali vi era la banda musicale allora disciolta che egli riuscì a ricostruire. Questo fatto venne seguito con vivo interesse dalla popolazione appignanese tanto che su <i>“Il Nuovo Piceno” </i>del 26.1.51 comparve a tale proposito un articolo dal titolo &#8220;Resurrexit&#8221; in cui si scriveva: <i>“E’ già tornato il vecchio maestro</i> <i>e sono iniziate le prime prove”. </i>Il Carosi riuscì anche a concedere alloggio al maestro di musica ospitandolo nei locali dell’ O.M.N.I. motivando ciò con la voce dell’interesse pubblico <i>(Del. Giunta Com. n. 22 del 22.4.49) </i>e donò alla banda ogni mese il suo stipendio da Sindaco <i>(Dall’intervista ad Ettore Nardinocchi).</i></p>
<p>____________________________________________________________</p>
<p>www.nicolacarosi.it © 2014 – tutti i diritti riservati – è vietata la riproduzione</p>
<div class='shareaholic-canvas' data-app-id='7274360' data-app='share_buttons' data-title='INIZIATIVE SOCIALI &#039;48-&#039;51' data-link='https://www.nicolacarosi.it/iniziative-sociali-48-51/' data-summary=''></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.nicolacarosi.it/iniziative-sociali-48-51/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA CIRCONVALLAZIONE</title>
		<link>https://www.nicolacarosi.it/la-circonvallazione/</link>
		<comments>https://www.nicolacarosi.it/la-circonvallazione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2015 16:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[1°Mandato '48-'51]]></category>
		<category><![CDATA[Edilizia e Strade]]></category>
		<category><![CDATA[La Circonvallazione]]></category>
		<category><![CDATA[Le opere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nicolacarosi.it/?p=463</guid>
		<description><![CDATA[Carosi iniziò anche la realizzazione di un lavoro che, giudicato inutile da alcuni, risulterà più tardi importantissimo per Appignano:  la costruzione della strada di circonvallazione. Venne chiesta pertanto alla Prefettura di Ascoli Piceno l’autorizzazione per effettuare l’acquisto di mq. 44 di terreno per la sistemazione della strada.( Delib. Giunta  Com. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Carosi iniziò anche la realizzazione di un lavoro che, giudicato inutile da alcuni, risulterà più tardi importantissimo per Appignano:  la costruzione della strada di circonvallazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Venne chiesta pertanto alla Prefettura di Ascoli Piceno l’autorizzazione per effettuare l’acquisto di mq. 44 di terreno per la sistemazione della strada.( Delib. Giunta  Com. n.40 dell’1.4.51.)</p>
<p style="text-align: justify;">Pacifico Pucci esponente dell’opposizione P.C.I. in quell’amministrazione, testimoniò  che per questa decisione avvennero contrasti all’interno stesso della maggioranza¸ infatti così dice: <i>“[...] noi della minoranza approvammo senza riserva la costruzione della circonvallazione criticata da parte della maggioranza.”. </i>Lo stesso giornale <i>“Il Nuovo Piceno”, </i>con il suo articolo del 21.4.49. testimonia questa opposizione:  <i>“Si pensa ad abbellire il paese mentre l’acqua difetta in modo impressionante”. </i>Questa strada qualche anno più tardi risulterà comunque di importanza vitale per il paese in quanto il 1° aprile 1962 le due strade di accesso al paese franarono per via delle continue e abbondanti piogge di quei giorni <i>(“Il Messaggero” 3.4.69 e “Cronaca di S. Angelo” pag. 59). “Per fortuna c’era la strada di circonvallazione che Nicola Carosi aveva fatto anche contro l’opposizione di alcuni proprietari, altrimenti Appignano sarebbe rimasto in cima ad un cucuzzolo senza entrata né uscita”(</i>dall&#8217;intervista a Giulio Marinelli).<i></i></p>
<p style="text-align: justify;">Il Marinelli nel ricordare la nascita di questo progetto, riferisce che il Carosi scelse il punto dove doveva essere costruita la strada proprio dove già era sorto uno stretto sentiero a zig-zag che congiungeva le due estremità del paese. Fece lo schizzo e da solo andò a parlare con i proprietari di quelle terre per convincerli a vendere senza arrivare all’esproprio. Il Volpi, consigliere dell’opposizione, ricorda che lo stesso Carosi andò ad aiutare gli operai a sterrare munito di zappa giacchè le ruspe  ancora non c’erano. Nel 1968 sarebbe stata intitolata al Sindaco Geom. Carosi Nicola, come riporta <i>&#8220;Il Nuovo Piceno&#8221;</i> del 6.7.68, proprio quella strada che egli ideò, volle e realizzò. L&#8217;articolo continua, <i>“Non è altro che un gesto di doverosa riconoscenza  di Appignano verso uno dei suoi figli migliori” </i></p>
<p>____________________________________________________________</p>
<p>www.nicolacarosi.it © 2014 – tutti i diritti riservati – è vietata la riproduzione</p>
<div class='shareaholic-canvas' data-app-id='7274360' data-app='share_buttons' data-title='LA CIRCONVALLAZIONE' data-link='https://www.nicolacarosi.it/la-circonvallazione/' data-summary=''></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.nicolacarosi.it/la-circonvallazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>EDILIZIA E STRADE &#8217;48-&#8217;51</title>
		<link>https://www.nicolacarosi.it/edilizia-e-strade-48-51/</link>
		<comments>https://www.nicolacarosi.it/edilizia-e-strade-48-51/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2015 16:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[1°Mandato '48-'51]]></category>
		<category><![CDATA[Edilizia e Strade]]></category>
		<category><![CDATA[Le opere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nicolacarosi.it/?p=460</guid>
		<description><![CDATA[Appignano necessitava di una radicale ricostruzione. Il parere di Carosi era che, se il paese voleva risolversi e uscire dall’anonimato economico e turistico, doveva cambiare completamente volto. A tale scopo il consiglio comunale gli dette  mandato di provvedere alla sistemazione delle strade vicinali e di decidere,  all’occorrenza, gli espropri. (Delib. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Appignano necessitava di una radicale ricostruzione. Il parere di Carosi era che, se il paese voleva risolversi e uscire dall’anonimato economico e turistico, doveva cambiare completamente volto. A tale scopo il consiglio comunale gli dette  mandato di provvedere alla sistemazione delle strade vicinali e di decidere,  all’occorrenza, gli espropri. <i>(Delib. Cons. Com. n.26 del 27.6.48.)</i></p>
<p style="text-align: justify;">Già nel ’48 <i>(Delib. Giunta Com. n. 51 del 16.6.48.)</i> la Giunta, su relazione del Sindaco, aveva deciso il rifacimento della via Giovanni Massimo, interna al paese, utilizzando i fondi per il terremoto, oltre alla costruzione delle relative fognature con i fondi della disoccupazione. Il 6 luglio la Giunta approvò il rifacimento dell’edificio scolastico di Valle S. Martino, su progetto redatto dal Sindaco, che aveva subito danni gravissimi causati dal terremoto del  3.10.43 (Delib. Giunta Com. n.60 del 6.7.48.).</p>
<p style="text-align: justify;">L’attività proseguì a ritmo febbrile, anche perché oltre alla necessità di costruire e ricostruire, c’era quella di dare lavoro agli appignanesi. Frase spesso ricorrente nelle delibere riguardanti interventi sull&#8217; edilizia era <i>”per lenire la disoccupazione che è molto preoccupante in questa zona</i>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Con Delib. Giunta Com. n. 68 del 19.7.48. si dispose autorizzazione di spesa per la brecciatura della strada Appignano &#8211; Fosso della Metà. Mentre l’Amministrazione appignanese, pur nelle enormi difficoltà economiche in cui si dibatteva, dava l’autorizzazione per la brecciatura di detta strada per quel tratto che era sotto la propria competenza, nell’articolo comparso su <i>“Il Nuovo Piceno”</i> pur testimoniando l&#8217;egregio lavoro svolto dall&#8217;amministrazione appignanese si avvertiva il rammarico dell’articolista per il mancato interessamento da parte dell’Amministrazione comunale di Ascoli Piceno per la manutenzione dell&#8217;altro tratto di strada, precisamente Fosso della Metà &#8211; Salaria,  <i>(“Nuovo Piceno”, “Una strada che va sistemata”, 31.3.49.).</i> Il 17 agosto il Consiglio Comunale, proseguendo l&#8217;azione di sistemazione delle strade comunali, decise un forte acquisto di breccia. (Delib. Cons. Com. n.42 del 17.8.48).</p>
<p style="text-align: justify;">Nello stesso tempo venne incaricato un perito di rideterminare alcune strade vicinali <i>(Delib. Giunta Com. n.83 del 18.9.48.).</i> Ad ottobre, sempre su  invito del Sindaco, che relazionò in proposito, la Giunta dette parere favorevole per il ripristino della  strada comunale di circonvallazione di Appignano.  <i>(Delib. Giunta Com. n. 90 del 13.10.48.).</i></p>
<p style="text-align: justify;">A novembre, altre due iniziative del Consiglio Comunale: l’apertura della strada Palazzi <i>(Delib. Cons. Com.n.63 del 17.11.48)</i> e l’approvazione alla variante alla strada Valle Orta. <i>(Delib.Cons.Com.n. 65 del 17.11.48) </i></p>
<p style="text-align: justify;">Il 1949 fu denso di realizzazioni. Nella tornata del 2 aprile la Giunta stabilì di costruire un nuovo edificio scolastico nel centro cittadino a totale carico dello stato per danni di guerra e di illuminare la strada di circonvallazione. <i>(Delib. Giunta  Com.  nn. 15 e 18 del 2.4.49).</i></p>
<p style="text-align: justify;">L’8 maggio, altre due importanti decisioni del Consiglio Comunale: il prolungamento del Parco della Rimembranza e la costruzione di nuovi loculi nel cimitero civico. <i>(Delib. Cons. Com. nn. 13 e 15 dell’ 8. 5.49.). </i>Il 18 maggio con delibera n.36 la Giunta approvò le spese per il nuovo impianto d’illuminazione cittadina e si passò successivamente quindi all’istallazione dell’impianto elettrico nelle frazioni di Montecalvo e di S. Martino, lavori giudicati secondari o non necessari da &#8220;Il Nuovo Piceno&#8221; con articolo del 21/4/49. <i>(Delib. Cons.  Com. n.20 del 5.6.49., Delib. Cons. Com. n.40 del 18.6.49. e Delib. Giunta Com. n.54 del 28.7.49.). </i>Agli inizi del 1950 la Giunta approvò in linea di massima l’istallazione dell’impianto elettrico nelle contrade di valle Orta e Valle Chifenti.  <i>(Delib. Giunta  Com. n.9 del 2.2.50.).</i></p>
<p style="text-align: justify;">Altra opera importante si realizzò con l’impegno di costruzione del brefotrofio provinciale <i>(Delib. Cons. Com. n.35 del 6.11.49.), </i>nonché con la costruzione di due edifici scolastici in contrada Casette ed in contrada Montecalvo  <i>(Delib. Giunta  Com. nn. 13 e 14 del 2.2.50.).</i></p>
<p style="text-align: justify;">Susseguentemente fu spostata la sede stradale in contrada Valle Orta poiché essa non permetteva il transito in tutte le stagioni e non era agevole ai mezzi di trasporto. <i>(Delib. Cons. Com. n.5 dell 1.3.50).</i> Nicola Carosi, Giulio Marinelli, Giulio Spinucci, Cesare Di Giacomi, andarono a Valle Orta e tracciarono la variazione dalla Chiesa Nuova alle Casette. Dall’intervista  a Giulio Marinelli <i>“[...] Nicola Carosi pensò di aprire la strada a Valle Orta perché quella che c’era era molto brutta; era una mulattiera scomoda sia per i carri che per le macchine che allora cominciavano a circolare da quelle parti.&#8221;</i> Tale nuovo percorso occupava in parte la terra degli Istituti Riuniti di Cura e Ricovero e pertanto questo ente chiese in cambio l’apertura della strada per Casette. Allora Nicola Carosi, con la buona volontà della gente e dei proprietari della terra, disegnò e realizzò la nuova strada di Valle Orta con le varianti per le Casette e per la Chiesa Nuova. Successivamente fu approvato il progetto per l’apertura della strada in contrada Palazzi<i>. (Delib. Giunta Com. n. 45 del 2.8.50.).</i></p>
<p style="text-align: justify;">La Giunta decise la demolizione del vecchio edificio scolastico pericolante <i>(Delib. Giunta Com. n.28 dell’1.4.50.)</i> e il Consiglio Comunale dispose l’esproprio dell’area necessaria per la costruzione del nuovo edificio.  <i>(Delib. Cons. Com. n. 23 del 2.10.50.)</i> Nel 1951 il Consiglio Comunale attuò l’esproprio per la costruzione dell’edificio scolastico cittadino, nonché la sistemazione di tutta la rete stradale <i>(Delib.Cons.Com.n.1 del 18.2.51.).</i> Fu quindi sollecitata l’emissione d’urgenza del Decreto Prefettizio per la occupazione dell’area <i>(Delib.Giunta Com.n.3 del 14.1.51.).</i> A dimostrazione dell’efficacia con cui il Carosi si mosse l’11 aprile il Consiglio fu chiamato ad esprimersi in merito allo stanziamento relativo all’erigendo nuovo edificio scolastico <i>(Delib.Cons.Com.n.18  dell’11.4.51.)</i></p>
<p style="text-align: justify;">Intanto un’altra opera era stata approvata: la costruzione dei loculi nel Civico Cimitero <i>(Delib. Giunta  Com. n.12 del 29.1.51).</i></p>
<p style="text-align: justify;">La Giunta poi nel 1951 approvò un impegno di spesa per la sistemazione delle strade comunali obbligatorie <i>(Delib.  Giunta  Com. n. 49 del 12.5.51.)</i></p>
<p style="text-align: justify;">Precedentemente al 12 maggio 1951, giorno in cui venne adottata tale delibera, apparve su <i>“Il Nuovo Piceno”</i> un articolo in cui il valleortese  firmatario, rammaricandosi per il fatto che l’ Amministrazione Comunale sembrava completamente dimentica di questa contrada, sollecitava una più completa sistemazione della strada che l’ attraversava. L’ironia che pervadva l’articolo diventò trasparente nell’ultima parte quando il valleortese reputò di secondaria importanza  l’acqua e la luce elettrica che l’Amministrazione Comunale era da poco riuscita ad attivare in detta contrada <i>(“Il Nuovo Piceno”, “La strada di  Valle Orta è abbandonata”,  9.3.51).</i></p>
<p style="text-align: justify;">Immediatamente dopo il “Il Nuovo Piceno” pubblicò la risposta al Valleortese  da parte dell’assessore Cesaretto che fece notare che  <i>“per quelli  che non conoscono è giusto criticare la lentezza di questa strada ma si deve sapere che essa fu progettata prima della venuta del fascismo ma gli ostacoli di qualche proprietà  […] non l’hanno fatta mai riuscire. Finalmente si è riusciti a completare la nuova traccia. Tutti sanno che questa Amministrazione per non inasprire troppo i contribuenti, regola un bilancio sufficiente appena per la manutenzione delle vecchie opere;  e, così, dacché non c’è disponibilità, le nuove costruzioni che non rientrano nel diritto dell’onere statale, per realizzarle, bisogna procedere docilmente verso i proprietari”.  (&#8220;Il Nuovo Piceno&#8221;,  “L’assessore  Cesaretto risponde per le rime”,  23.3.51)</i></p>
<p style="text-align: justify;">Successivamente la Giunta prese in esame l’allacciamento dell’ impianto elettrico nelle contrade S. Martino e Monte Calvo.  <i>(Cfr. Delib. Giunta Com. n. 51 del 15.5.51)</i> Su suggerimento del Sindaco Carosi, che non voleva che gli abitanti delle due zone pagassero l’elettricità più di altri utenti serviti dall’UNES, la Giunta stabilì di cedere all’UNES l’impianto comunale (del valore di circa £. 5.000.000) a condizione che l’Unione sostenesse per intero le spese di allaccio, di gestione e di manutenzione ed assicurasse la migliore funzionalità dell’impianto medesimo.</p>
<p>____________________________________________________________</p>
<p>www.nicolacarosi.it © 2014 – tutti i diritti riservati – è vietata la riproduzione</p>
<div class='shareaholic-canvas' data-app-id='7274360' data-app='share_buttons' data-title='EDILIZIA E STRADE &#039;48-&#039;51' data-link='https://www.nicolacarosi.it/edilizia-e-strade-48-51/' data-summary=''></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.nicolacarosi.it/edilizia-e-strade-48-51/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ACQUA</title>
		<link>https://www.nicolacarosi.it/l-acqua/</link>
		<comments>https://www.nicolacarosi.it/l-acqua/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2015 16:35:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[1°Mandato '48-'51]]></category>
		<category><![CDATA[L'acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Le opere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nicolacarosi.it/?p=456</guid>
		<description><![CDATA[Uno dei principali problemi da risolvere era il rifornimento idrico. L’articolo comparso su “Il Nuovo Piceno” del 21/4/49 espose il problema e suggerì all’Amministrazione una sollecita assolvenza: ”[…] Si pensa ad abbellire il paese mentre l’acqua difetta in modo impressionante.” Ad Appignano c’era scarsità d’acqua e, per ovviare a questa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Uno dei principali problemi da risolvere era il rifornimento idrico. L’articolo comparso su<i> “Il Nuovo Piceno” </i>del 21/4/49 espose il problema e suggerì all’Amministrazione una sollecita assolvenza: <i>”[…] Si pensa ad abbellire il paese mentre l’acqua difetta in modo impressionante.”</i> Ad Appignano c’era scarsità d’acqua e, per ovviare a questa carenza, venivano usati carri agricoli che trasportavano botti per rifornimento, specie per le case di campagna. In città c’era una sola fontana  il cui gettito oscillava dai 7 ai 12 litri al minuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Carosi portò il problema in Giunta e propose di risolverlo per mezzo del sollevamento delle acque del torrente Chifenti. Il Consiglio Comunale si espresse, con delibera n.65 dell’ 11/7/48, a favore della costruzione  di un impianto di sollevamento idrico per la popolazione. Con successiva delibera di Giunta Comunale n.66 dell’ 11/7/48 fu decisa l’accensione di un mutuo con la Cassa DD.PP. e con l’Istituto di Previdenza di Roma per una somma di lire 2.500.000 di cui lire 2.000.000 erano destinati alle riparazioni causate dal terremoto e 500.000 all’impianto di sollevamento. La soluzione fu approvata in Consiglio Comunale con delibera n.25 del 5/6/49 disponendo lo stanziamento di lire 510.000. Successivamente la Giunta con delibera n.31 del 18/5/49 stabilì di concedere un indennizzo ad una proprietaria per il passaggio sul suo terreno della tubatura del sollevamento acque.</p>
<p style="text-align: justify;">L’acqua fu convogliata al lavatoio pubblico e furono quindi realizzate numerose vaschette in modo che ogni donna avesse la sua. Il 27 luglio 1949 il Sindaco Carosi e il rev. Don Nazzareno Senesi inaugurano finalmente il nuovo lavatoio pubblico. Il Sindaco Carosi volle inoltre che il funzionamento del lavatoio fosse sottoposto ad una regolamentazione<i> (Delib. Giunta Cons. Com. n.68 del 7/9/49).</i></p>
<p style="text-align: justify;">L’articolo comparso su <i>‘Il Nuovo Piceno’ il 28/7/49 </i>dal titolo quanto mai significativo <i>‘Si sta risolvendo ad Appignano l’urgente problema dell’acqua’</i> parlò di questo evento portando l’opinione pubblica a conoscenza della situazione idrica, inizialmente aggravata dal fatto che l’unica fontana esistente in Appignano aveva decurtato della metà la sua erogazione e, tornando indietro nel tempo, fece conoscere gli sviluppi dell’opera, facendo i nomi di coloro che ne intralciarono e minacciarono il compimento.</p>
<p style="text-align: justify;">A distanza di appena tredici giorni dalla pubblicazione di questo articolo comparse sullo stesso giornale una lettera del sindaco Carosi che in riferimento all’articolo precedente e in particolare agli intralci incontrati per portare a termine il progetto del sollevamento delle acque del fiume Chifenti, portò a conoscenza del pubblico appignanese un generoso atto da parte di una famiglia del luogo. Nel puntualizzare i fatti il Carosi concluse dicendo che <i>&#8220;se è vero che i sono state persone ed enti che hanno cercato di ostacolare il sollecito compimento dell’opera esigendo somme esose, è pur vero che ce ne sono state altre che hanno prestato disinteressatamente la loro opera&#8221;  (da ‘Il Nuovo Piceno’ dell&#8217; 11/8/49).</i></p>
<p style="text-align: justify;">Fu poi approvata l’assunzione di un mutuo, con Delib. Cons. Com. n.43 del 20/11/49, con la Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno per la quota del 25% della spesa rurale relativa ai lavori dei primi e secondi lotti dei due stralci della prima parte del tronco funzionale dell’acquedotto promiscuo. Il mutuo, per un importo di poco più di un milione di lire, estinguibile in 25 anni, dette la possibilità di portare ad Appignano l’Acquedotto del Pescara. Intanto qualche mese prima Carosi si era assicurato l’approvvigionamento anche da una sorgente privata con una speciale convenzione <i>(Delib.Giunta  Cons. Com. n.61 del 13/8/49).</i></p>
<p style="text-align: justify;">Verso la fine del 1949, la Giunta (Delib. Giunta Com. n.83 del 10/12/49) stabilì di ridurre il mutuo con la Cassa DD.PP. a sole lire 500.000 poiché le riparazioni dei danni del terremoto erano a carico totale dello Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Carosi, in previsione dell’arrivo dell’acqua, si adoperò moltissimo per altre due opere: la ricostruzione della rete fognaria e l’edificazione dei gabinetti pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;">Delle fognature parlò in Giunta nel marzo del 1949 ed a maggio ottenne l’approvazione <i>(Cfr. Delib. Giunta Com. n.13 del 10/3/49 e Delib. Giunta Com. n.30 del 18/5/49).</i> Il perfezionamento dell’opera fu successivamente discusso dagli inizi del 1950<i> (Delib. Giunta Com. n.12 del 2/2/50).</i> Sulla necessità di gabinetti pubblici per l’igiene cittadina il Sindaco relazionò in consiglio. <i>(Delib. Giunta Cons. Com. n.26 del 5/6/49).</i></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la liquidazione dell’impianto elettrico relativo al sollevamento di acqua dal Chifenti (<i>Delib. Giunta Com. n.4 del 6/1/50), </i>a causa della siccità Carosi promosse la realizzazione di un progetto per la costruzione di un serbatoio di acqua potabile <i>(Cfr. Delib. Giunta  Com. n.38 del 12/7/50). </i>Permise poi il prelievo di acqua non potabile dal lavatoio pubblico a privati ma regolamentò il pagamento di acqua prelevata dal serbatoio <i>(Cfr. Delib. Cons. Com. n. 26 e n.27 del 2/10/50).</i></p>
<p style="text-align: justify;">La soluzione definitiva del problema idrico ed igienico si ebbe agli inizi del 1951 quando il Sindaco fece approvare dal Consiglio <i>(Cfr. Delib. Cons. Com. n.1 del 18/2/51)</i> l’accensione di un mutuo  con la Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno  per un importo di due milioni di lire, parte dei quali servirono al prolungamento dell’acquedotto di Appignano al Centro Piceno Santo, al prolungamento dell’acquedotto dal lavatoio al centro di Appignano, e alla costruzione dei gabinetti pubblici.</p>
<p>____________________________________________________________</p>
<p>www.nicolacarosi.it © 2014 – tutti i diritti riservati – è vietata la riproduzione</p>
<div class='shareaholic-canvas' data-app-id='7274360' data-app='share_buttons' data-title='L&#039;ACQUA' data-link='https://www.nicolacarosi.it/l-acqua/' data-summary=''></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.nicolacarosi.it/l-acqua/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IGIENE PUBBLICA &#8217;48-&#8217;51</title>
		<link>https://www.nicolacarosi.it/igiene-pubblica-48-51/</link>
		<comments>https://www.nicolacarosi.it/igiene-pubblica-48-51/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2015 16:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[1°Mandato '48-'51]]></category>
		<category><![CDATA[Igiene Pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Le opere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nicolacarosi.it/?p=454</guid>
		<description><![CDATA[Era appena stato eletto quando, convinto che fosse necessario eliminare l’attentato alla salute pubblica e le condizioni anti igieniche derivate dagli allevamenti dei suini, intese favorire la costruzione di igieniche porcilaie cedendo con Delib. Cons .Com. n.23 del 17/6/48, a tutti gli amministrati che la volessero, l’area in località del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Era appena stato eletto quando, convinto che fosse necessario eliminare l’attentato alla salute pubblica e le condizioni anti igieniche derivate dagli allevamenti dei suini, intese favorire la costruzione di igieniche porcilaie cedendo con Delib. Cons .Com. n.23 del 17/6/48, a tutti gli amministrati che la volessero, l’area in località del ‘fosso San Giovanni’. La delibera n.23 fu poi annullata dalla n.61 del 147/11/48 con la quale, per eliminare la presenza di porcili nel centro abitato, il Consiglio Comunale assegnò gratuitamente ad ogni capofamiglia 8 mq di terreno presso il fosso di San Giovanni per la costruzione di porcilaie esterne alla città. Le difficoltà non poterono purtroppo essere risolte perché l’Ufficiale Sanitario non dette il nulla osta per il luogo prescelto. Carosi non si perdette d’animo e fece acquistare un terreno di 500 mq in località &#8220;<i>Fonte</i> <i>delle Botti&#8221;</i> per un spesa di lire 15.000 <i>(Delib. Cons. Com. n.6 del 21/2/49). </i>Poi concesse ai capofamiglia meno abbienti, con Delib. Cons. Com. n.7 del 21/2/4,<i> </i>8 mq per costruzione di porcili fuori dall’abitato a canone di lire 10 annue per una durata di nove anni, disponendo anche le misure standard delle costruzioni. Poiché gli spazi non bastavano ed il problema non era totalmente risolto, procedette all’esproprio di ulteriore terreno con Delib. Cons. Com. n.36 del 6/11/49, espediente ripetuto poi il 18/02/1951 con la Delib. Cons. Com. n.1.</p>
<p style="text-align: justify;">Giulio Marinelli ricordò che <i>“[...] I porcili prima erano nel paese vicino alle case, negli orti. Non ci si poteva muovere senza incontrarne qualcuno. Questo fatto era veramente poco igienico e peggiorava soprattutto d’estate quando il caldo acuiva gli odori. Per eliminare  tutto questo l’Amministrazione  pensò che i porcili dovevano stare tutti in una parte e lontano dal centro abitato. All’inizio tutti brontolarono ma quando si accorsero che per arrivare alle porcilaie l’Amministrazione aveva costruito una bella strada, larga, pulita e che l’acqua non doveva essere portata da casa giacché era stato costruito per l’occorrenza anche un pozzo, tutti furono contenti. E furono veramente in molti a rallegrarsene giacché a quel tempo ogni famiglia aveva duo o tre maiali.&#8221;</i></p>
<p>____________________________________________________________</p>
<p>www.nicolacarosi.it © 2014 – tutti i diritti riservati – è vietata la riproduzione</p>
<div class='shareaholic-canvas' data-app-id='7274360' data-app='share_buttons' data-title='IGIENE PUBBLICA &#039;48-&#039;51' data-link='https://www.nicolacarosi.it/igiene-pubblica-48-51/' data-summary=''></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.nicolacarosi.it/igiene-pubblica-48-51/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>PROLOGO 1948-1951</title>
		<link>https://www.nicolacarosi.it/prologo-1948-1951/</link>
		<comments>https://www.nicolacarosi.it/prologo-1948-1951/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2015 16:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[1°Mandato '48-'51]]></category>
		<category><![CDATA[Le opere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nicolacarosi.it/?p=449</guid>
		<description><![CDATA[L’attività amministrativa del Sindaco Nicola Carosi iniziò il 6 giugno 1948. Venne eletto dopo le dimissioni del sindaco Priori, nominato nelle amministrative del ’46. Come risulta dall’intervista al comm. Luigi Feriozzi vice segretario della Democrazia Cristiana Picena &#8220;il maggiore Priori, proveniva dalla vita militare. Spesse volte prevaleva in lui la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="justify">L’attività amministrativa del Sindaco Nicola Carosi iniziò il 6 giugno 1948. Venne eletto dopo le dimissioni del sindaco Priori, nominato nelle amministrative del ’46.</p>
<p style="text-align: justify;">Come risulta dall’intervista al comm. Luigi Feriozzi vice segretario della Democrazia Cristiana Picena <i>&#8220;il maggiore Priori, proveniva dalla vita militare. Spesse volte prevaleva in lui la divisa, lo stile militare e quindi l’autorevolezza. Rischiava di apparire un sindaco autoritario. Tutto ciò creò alcune volte situazioni di disagio in seno al gruppo consigliare. Con la gestione Carosi si ebbe un soffio di gioventù. Carosi era la stessa gioventù democratica che entrava nella vita amministrativa di Appignano.” </i>Ma l’elezione di Carosi non fu dovuta soltanto alla ricerca del nuovo: <i>“ dietro Nicola Carosi era compatta la Democrazia Cristiana perché egli era stato ed era un dirigente di punta dei Democristiani di Appignano. Il buon maggiore Priori, validissima e seria persona, non era uomo di partito, democristiano di prima linea, era un uomo fedele agli ideali della Democrazia Cristiana ma non un uomo di battaglia. Nicola rappresentava la grinta dei giovani Democristiani di Appignano: questo determinò la sua elezione a sindaco.”</i></p>
<p style="text-align: justify;">Il Feriozzi ricorda che quando fu sindaco Priori, dovette andare più volte ad Appignano per cercare di assicurare quella compattezza necessaria tra gruppo consiliare al comune e direzione sezionale del partito, affinché l’Amministrazione Comunale conseguisse successi e buoni risultati. <i>“Mi pare che senza esprimere critiche</i>, sostenne il Feriozzi, <i>Priori fu un buon sindaco ma, con Carosi, si passò ad una amministrazione più autenticamente democratica e più autenticamente cristiana. Il Carosi riuscì a dare più compattezza e migliore assetto politico alla Democrazia Cristiana appignanese”.</i></p>
<p style="text-align: justify;">Un diretto testimone di quei fatti fu Pacifico Pucci, consigliere del Partito Comunista Italiano nella prima amministrazione Carosi che racconta <i>“[…] fu con lui</i> (con Carosi, n.d.a<i>.) come consigliere dall’occupazione alla prima legislatura; fu sindaco dopo il voto di sfiducia al sindaco Priori dovuto alla sua marcata rimembranza podestarile</i> (il maggiore Priori era stato precedentemente Podestà, n.d.a.). Il<i> nostro gruppo contribuì al siluramento del Priori. Quel giorno, il 6 giugno ’46, su venti consiglieri incaricati, sedici della Democrazia Cristiana e quattro dell’opposizione,</i> ( tre PCI più uno PSI), <i>erano presenti in diciassette.  Carosi venne eletto sindaco con sedici voti su diciassette ed una sola astensione,  la sua.&#8221;</i></p>
<p style="text-align: justify;">Appena eletto, il neosindaco pronunciò un appello ai consiglieri: chiedeva la più ampia collaborazione per il buon andamento dell’amministrazione <i>(Delibera Cons. Com.  n.22 del 66/48).</i> Tuttavia Carosi dovette più volte ricorrere al suo dinamismo e alla sua crescente autorità per far fronte ad ostacoli che non sempre venivano dall’opposizione. Continua il Pucci <i>“[...] così cominciò il travaglio del neosindaco che, dopo poco tempo dalla sua nomina, fu in pieno contrasto con l’opposizione nell’interno del suo stesso partito. Noi dell’opposizione, indifferenti di ciò che succedeva all’interno del partito di maggioranza, appoggiavamo ciò che era costruttivo. Il neo-sindaco si lamentava del comportamento del suo partito, non della minoranza”. </i></p>
<p style="text-align: justify;">Appignano, come tanti altri paesi nell’immediato dopoguerra, aveva un infinità di problemi da risolvere: strade dissestate, edifici fatiscenti, mancanza di scuole, carenza di rifornimento idrico, condizioni igieniche pessime, fognature disastrate, scarsa illuminazione, bilancio comunale in  passivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Cruciali, secondo le testimonianze raccolte, furono le opere amministrative del nuovo sindaco. Dall’intervista al comm. Luigi Feriozzi <i>“[...] questo giovane Sindaco oltre a dedicare le prime intenzioni al consolidamento della sede urbanistica, del centro urbano</i> (Appignano era ed è in zona calanchifera, n.d.a.) <i>si preoccupò dei problemi relativi all’edilizia scolastica e popolare, della rete elettrica, della zona rurale.  Mise in cantiere la nuova rete fognaria, accelerò i tempi per il rifornimento idrico quando il comune era consorziato con l’Acquedotto di Pescara e di Arquata.</i> <i>Questa non è che una carrellata di alcuni problemi vitali per la comunità appignanese, per la vita civile, per il suo progresso sociale, improntati e risolti nel breve giro di tre anni”.</i></p>
<p style="text-align: justify;">Accanto alla necessità di ricostruire, si avvertiva prepotente anche quella di costruire, di creare una nuova sfera di vita; il paese chiedeva scuole, strade di comunicazione agibili, edilizia popolare, pavimentazione del centro storico, mattatoio, fontane pubbliche, campo sportivo, vie di grande scorrimento, banda musicale. A questo proposito è significativa la testimonianza resa da Aldo Laganà, che in quegli anni era Segretario della Democrazia Cristiana <i>“[...] Conobbi suo padre subito dopo la liberazione e fummo amici e lavoratori: in particolare lo seguii da vicino nel suo triennio di Sindaco. Ricordo che Nicola capì subito che per fare il Sindaco in quei tempi non si poteva usare il metro tradizionale, capì che bisognava far conoscere i problemi di Appignano ai personaggi politici che avevano potere decisionale e di intervento e che bisognava essere presenti nei luoghi dove si decidevano gli stanziamenti per la ricostruzione e si predisponevano i programmi straordinari.&#8221;</i> Fu quindi spessissimo in Ascoli, in Prefettura, al Genio Civile, al Consorzio di Bonifica del Tronto, a Roma, al Ministero dei Lavori Pubblici ed alla Cassa per il Mezzogiorno. In quegli anni ad Appignano realizzò opere pubbliche che aveva sempre sognato.</p>
<p>____________________________________________________________</p>
<p>www.nicolacarosi.it © 2014 – tutti i diritti riservati – è vietata la riproduzione</p>
<div class='shareaholic-canvas' data-app-id='7274360' data-app='share_buttons' data-title='PROLOGO 1948-1951' data-link='https://www.nicolacarosi.it/prologo-1948-1951/' data-summary=''></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.nicolacarosi.it/prologo-1948-1951/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
