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	<title>Nicola Carosi - Un cattolico negli anni della ricostruzione &#187; Epistolario</title>
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	<description>L&#039;uomo, la vita, il pensiero politico, economico e sociale, le opere come sindaco di Appignano del Tronto.</description>
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		<title>DA GUERRIERO A MARIA PIA, 1965</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2015 16:24:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Macerata, 21 maggio 1965 Carissima Maria Pia, […] con Nicola, il giorno 13, mi sono recato a Bologna […] il 19 mi dissero lo avrebbero operato, così infatti avvenne. Fu il primo ad entrare in sala operatoria e, durante l’intervento, una suora venne a trovarmi e mi disse che l’intervento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Macerata, 21 maggio 1965</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Carissima Maria Pia,</p>
<p style="text-align: justify;">[…] con Nicola, il giorno 13, mi sono recato a Bologna […] il 19 mi dissero lo avrebbero operato, così infatti avvenne. Fu il primo ad entrare in sala operatoria e, durante l’intervento, una suora venne a trovarmi e mi disse che l’intervento era andato bene. Alle 11 lo riportarono nella camera e già aveva ripreso, in parte, conoscenza. Alla sera sono rimasto su e così la notte successiva, solo ieri, alle tre, sono ripartito per tornare a Macerata. Nicola ha sofferto e credo tanto ma ha dimostrato una forza d’animo ed un coraggio che mi ha impressionato. […] Io non ti ho voluto dire niente prima perché Nicola voleva che tu attendessi tranquillamente ai figli; non ha voluto darti preoccupazioni e, solo ad intervento effettuato, mi ha pregato di parlartene. Ecco come stanno i fatti; ringraziamo il Signore che ci ha veramente aiutati e cerchiamo di fare in modo di meritare le sue grazie. Stasera gli telefonerò ancora e domani, se Dio vuole, tornerò ancora a Bologna.</p>
<p style="text-align: justify;">Tanti saluti a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Guerriero.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.nicolacarosi.it/wp-content/uploads/2014/07/7bis.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-409" alt="7bis" src="http://www.nicolacarosi.it/wp-content/uploads/2014/07/7bis.jpg" width="549" height="498" /></a></p>
<p>____________________________________________________________</p>
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		<title>APPUNTI DI NICOLA</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2015 16:21:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[30 ottobre 1965, Bologna Chi sa se guarirò! Oggi una giornata nera. Ho ricevuto una cartolina da Maria Pia. […] Mio fratello non mi ha scritto oggi. Perché? Incomincio a sentirmi troppo solo. ___________________________________ 20 gennaio 1966, Bologna  Non faccio altro che pensare alla visita di mia moglie. Sono molto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>30 ottobre 1965, Bologna</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chi sa se guarirò! Oggi una giornata nera. Ho ricevuto una cartolina da Maria Pia. […] Mio fratello non mi ha scritto oggi. Perché? Incomincio a sentirmi troppo solo.</p>
<p style="text-align: justify;">___________________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>20 gennaio 1966, Bologna </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non faccio altro che pensare alla visita di mia moglie. Sono molto contento, ma nello stesso tempo ero preoccupato dello strapazzo che andava a sopportare. […] Ora solo comprendo l’amore verso mia moglie e il suo amore per me.</p>
<p><img class="gmedia-singlepic alignnone" id="gmedia-image-45" title="Nicola ragazzo" alt="Nicola ragazzo" src="http://www.nicolacarosi.it/wp-content/grand-media/image/30.jpg" width="738" height="542" /></p>
<p>____________________________________________________________</p>
<p>www.nicolacarosi.it © 2015 – tutti i diritti riservati – è vietata la riproduzione</p>
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		<title>A MARIA ANTONIETTA &#8211; BOLOGNA, 1965</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2015 16:15:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Bologna, 23 ottobre 1965 Carissima figlia Maria Antonietta, ti ringrazio della lettera che mi hai mandato per mamma. Tutto ciò che babbo ti dice è solo ed esclusivamente per il tuo bene. Lo capisco che avere da fare con i tuoi cari fratellini non è una cosa tanto facile ma [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="gmedia-singlepic alignnone" id="gmedia-image-14" title="La famiglia - prima comunione" alt="La famiglia - prima comunione" src="http://www.nicolacarosi.it/wp-content/grand-media/image/6.jpg" width="673" height="960" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bologna, 23 ottobre 1965</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Carissima figlia Maria Antonietta,</p>
<p style="text-align: justify;">ti ringrazio della lettera che mi hai mandato per mamma. Tutto ciò che babbo ti dice è solo ed esclusivamente per il tuo bene. Lo capisco che avere da fare con i tuoi cari fratellini non è una cosa tanto facile ma è qui che sta il merito. Capisco che i tuoi studi ti tengano occupata per parecchie ore del giorno, capisco che più vai avanti e più gli si facciano impegnativi, anche io sono stato uno studente, ma sarebbe mio desiderio, se qualche minuto di tempo lo avessi a disposizione, che lo passasti fuori a prendere una boccata d’aria. Antonietta, tutto quello che ora stai facendo, lo sforzo mentale, le perdite di ore di sonno, lo fai per toglierti di dosso l’ignoranza e per il tuo domani. Solo chi si sa sacrificare alla tua età non sarà costretto a sacrificarsi poi fino alla vecchiaia. Cara figlia io sono contento di te, non te l’ho mai detto, ma io ti ripeto, sono contento di te. Nelle mie preghiere ti ricordo al Signore al fine che difficoltoso non sia per te lo studio. Babbo ti pensa sempre e ti benedice. Sii di aiuto a tua madre che tanto si prodiga per voi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuo padre Nicola.</p>
<p style="text-align: justify;"> __________________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bologna, 18 ottobre 1965</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Carissima figlia Maria Antonietta,</p>
<p style="text-align: justify;">alle ore 16 di oggi ho ricevuto la tua lettera; tu non puoi immaginare quanto sono stato contento e mi accingo subito a risponderti. Ti ringrazio della preghiera che fai in continuazione per me. Alla mattina, se sei costretta ad alzarti presto, cerca alla sera di andare un po’ prima a dormire. […] Non ti far prendere dal “male della televisione”, cerca di studiare, la televisione la vedrai nelle vacanze. Carissima Antonietta tu sei la più grande dei miei figli, tu devi essere per gli altri di esempio; gli altri per il loro comportamento capiranno molto da te e in questa luce devi vedere il tuo comportamento ed operare bene. Sono contento di te, hai sempre fatto il tuo dovere, a scuola ed a casa, hai dato qualche soddisfazione ai tuoi genitori, opera sempre così che sarai benedetta da Dio e dai tuoi genitori. […] Tu Antonietta cerca di fare il tuo dovere, di più babbo non vuole. Io desidero che tu sii onesta, rispettosa con tutti; se devi dire “no”, dillo con fermezza e non fare come quelli che, senza carattere, quando devono dire “no” oppure “si” si limitano a dire “ni”. Se hai tempo qualche volta scrivimi; io ne sarò contento. […] Ti sono grata per quello che mi hai scritto e ti prego di salutarmi tanto tua madre e i tuoi fratelli verso i quali devi avere molta comprensione.</p>
<p style="text-align: justify;">Saluti e baci affettuosi, tuo padre Nicola.</p>
<p style="text-align: justify;"> __________________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bologna, 28 maggio 1965</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Cara figlia,</p>
<p style="text-align: justify;">ho ricevuto il pacco e ho ricevuto la tua lettera. Mamma forse ti ha parlato della mia malattia e così hai appreso del pericolo che mi minacciava.  Ringraziamo il Signore di come è andata e cerchiamo di essere più buoni e di tirare avanti. Il pericolo da me attraversato è stato grande ed oltre al pericolo, il pensiero di voi figli mi tormentava ancora maggiormente. Sapervi indisciplinati, poco volenterosi, disubbidienti, poco rispettosi nei confronti della mamma, il solo pensiero mi ossessionava. Ringraziando Dio le cose si stanno mettendo per il meglio e pertanto spero tra 10 o 15 giorni di essere ancora tra di voi. Ti chiedo scusa se qualche volta, per eccesso d’ira, ho inveito su te, ma spero che non accadrà più. Dobbiamo volerci bene in famiglia, dobbiamo amarci e rispettarci, dobbiamo amare per essere amati e rispettare per essere rispettati. Cara Antonietta, ti prego, in mezzo a tanti dispiaceri, di farmi felice, di saperti promossa. E’ la più grande felicità che un figlio riesce a dare ai suoi genitori.</p>
<p style="text-align: justify;">Dio ti benedica. Tuo padre Nicola.</p>
<p style="text-align: justify;">____________________________________________________________</p>
<p style="text-align: justify;">www.nicolacarosi.it © 2015 – tutti i diritti riservati – è vietata la riproduzione</p>
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		<title>A MARIA PIA &#8211; BOLOGNA, 1965</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2015 16:09:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Bologna, 1965 […] Spero che il domani, che attendo con molta ansia, sia apportatore di buoni eventi come è stato oggi per me e, con questa speranza, tra poco vado a letto per coricarmi ma, prima, dirò la preghiera della sera e un rosario alla Vergine Santissima affinché protegga la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img id="gmedia-image-9" title="Maria Pia" alt="Maria Pia" src="http://www.nicolacarosi.it/wp-content/grand-media/image/1.jpg" width="662" height="960" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bologna, 1965</strong></p>
<p style="text-align: justify;">[…] Spero che il domani, che attendo con molta ansia, sia apportatore di buoni eventi come è stato oggi per me e, con questa speranza, tra poco vado a letto per coricarmi ma, prima, dirò la preghiera della sera e un rosario alla Vergine Santissima affinché protegga la mia famiglia. […] Oggi, in verità, è passato il professor Forni e ha detto che mi allargherà il buco da dove esce il siero. Anche oggi ne è uscito abbastanza. Magari Dio volesse che tutto si risolva qui. […]</p>
<p style="text-align: justify;">Un abbraccio,</p>
<p style="text-align: justify;">tuo affezionatissimo Nicola.</p>
<p style="text-align: justify;"> _______________________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bologna,  27 maggio 1965</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Carissima Maria Pia,</p>
<p style="text-align: justify;">[…] Al bambino non farmi mettere sotto sopra le mie carte e i miei documenti; cerca di tenerlo un po’ lontano, se ci riesci.  Come va il tuo fegato, la tua salute, non me ne hai parlato affatto nella lettera e per telefono; spero che tutto vada bene! […] Al bambino, oltre ai compiti, vedi di fargli studiare un po’ di dottrina perché desidero che in questo anno faccia la S. Comunione. Speriamo che Gesù lo aiuti a diventare più buono. Raccomanda ad Ida di studiare, che non vada nel pomeriggio a dormire ma che studi, studi. […]</p>
<p style="text-align: justify;">Ricevi un abbraccio dal tuo affezionatissimo Nicola.</p>
<p style="text-align: justify;">_______________________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bologna, 8 giugno 1965</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Carissima Maria Pia,</p>
<p style="text-align: justify;">[…] cerca di andare dietro ai figli; alla sera, qualche volta portali a pregare in una vicina chiesa. Io, per fare economia, non ti telefono, ma ciò non ti deve far pensare che non vi penso continuamente. Dì ai figli  di studiare e di essere buoni, buoni, buoni. Se hai notizie circa il risultato dello studio dei figli, tienimi informato. Ringraziami tanto tuo fratello per la lettera e per tutto quello che fa per noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Salutami i miei; tanti saluti ad Arminda [La collaboratrice domestica N.d.R.], Mariaida, Antonietta, Sante, (digli di fare il buono).</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando in Appignano, salutami Mario ed il barbiere.</p>
<p style="text-align: justify;">Nicola.</p>
<p style="text-align: justify;">_______________________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bologna, 12 ottobre 1965</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Carissima Maria Pia,</p>
<p style="text-align: justify;">[…] cerca di stare attenta ai figli, non avere per me preoccupazioni; prega alla sera e fai pregare anche i figli. Non stare in pensiero e non avere preoccupazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Un bacio a te e ai figli,</p>
<p style="text-align: justify;">Tuo marito Nicola.</p>
<p style="text-align: justify;"> _______________________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bologna, 17 ottobre 1965</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Carissima Maria Pia,</p>
<p style="text-align: justify;">ieri sera ho ricevuto la tua prima lettera e poco prima di mezzogiorno oggi ho ricevuto la seconda. Ti ringrazio per le lettere e mi accingo a risponderti. Ti prego di non fare più gli espressi, costano troppo, scrivi la normale lettera. Oggi è domenica,sono le 13 e 45 e io penso che ancora state tutti a casa di mio padre e sono contento di sapervi tutti là. […] Questa mattina sono andato a messa; ci sono tornato alle 10 e 30 ed ho fatto la S. Comunione. In questi giorni ho diverse volte pensato al ginocchio di Ida. […] Vedi un po’ di andargli dietro e dì a Ida di non sforzare il ginocchio e che si faccia un po’ dispensare dalla ginnastica. Sono contento che al mattino parti per tempo e poi ti fermi con Sante al Carmine per ascoltare la messa. Sono contento che a casa segui le bambine, ma è mio desiderio che tu studi per dare alla fine del mese filosofia. […] Sante come si comporta? Digli che è il desiderio del babbo che faccia il buono e che studi molto. A te, cara Maria Pia, io penso sempre, ma che cosa ci vuoi fare? Io devo stare lontano per motivi di salute. A pensare: “quanto desiderio starvi vicino!”. Sembra una disdetta questa lontananza forzosa, ma penso  che non resta altro che rassegnarci alla volontà del Padre Eterno che vuole così.</p>
<p style="text-align: justify;">Un bacio a tutti,</p>
<p style="text-align: justify;">Tuo affezionatissimo Nicola.</p>
<p style="text-align: justify;"> _______________________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bologna, 18 ottobre 1965</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Carissima Maria Pia,</p>
<p style="text-align: justify;">sono le due dopo mezzogiorno […] Sono stato molto contento di poter parlare con tutti voi ieri sera; ero indeciso se telefonarvi ma poi il desiderio di ascoltare le vostre voci mi ha fatto decidere. Sante per ultimo mi ha chiesto ”quando torni?”; “non lo so” gli ho risposto ed ho sentito che si è azzittito e ciò mi ha fatto molto pena. Cara Maria Pia, dì al bambino che il babbo spera di tornare presto a casa ed anche che del babbo è grande il desiderio di tornare, di stare un po’ insieme con la moglie e con i propri figli. Vorrei veramente che, dopo questa separazione, il Signore ci facesse la grazia di farci stare il più a lungo possibile insieme. Fino a pochi giorni fa queste cose non le capivo, non comprendevo la loro importanza e la loro grandezza. Oggi che il Signore mi ha fatto comprendere, molto spesso sono costretto a vivere lontano da voi e questa lontananza mi fa soffrire come mai ho sofferto. Spero di essere presto tra voi ma l’essenziale è che io torni guarito in modo di non essere di peso.</p>
<p style="text-align: justify;">Tanti saluti affettuosi</p>
<p style="text-align: justify;">Nicola.</p>
<p style="text-align: justify;"> _______________________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bologna, 21 ottobre 1965</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Carissima Maria Pia,</p>
<p style="text-align: justify;">sono trascorsi cinque minuti da quando sei partita con il taxi dal piazzale dell’ospedale e già sono qui a scriverti; sento di dirti qualcosa e questo qualcosa è GRAZIE. Ti ringrazio della visita, ti ringrazio di tutto quello che mi hai portato, ti ringrazio di tutto quello che per me hai fatto e infine ti ringrazio per avermi ridato un po’ di intimità famigliare. Dopo una lunga assenza era necessario interrompere questo isolamento e tu lo hai fatto con la tua venuta oggi e te ne sono grato. […] Oggi per me è stata una felice giornata; primo per la tua venuta; secondo per la decisione presa dal Professor Forni di incidermi. […] Sono più fiducioso, mi è rinata la speranza. Vorrei tanto esserti vicino per poterti aiutare a fare qualcosa di utile per la nostra famiglia e principalmente per te che mi sei tanto cara. […] Andrei gridando per i corridoi di questo ospedale “ Sono felice!” […] In questo momento mi hanno portato una lettera di Guerriero che si lamenta perchè lunedì non ha ricevuto la mia  lettera e dice: “Ho pensato che lunedì ti avessero operato”. La lettera prosegue dicendo: “E’ una mia supposizione e forse potrebbe essere sbagliata. Non va bene che ti operi senza che ci sia qualcuno vicino” Stando così le cose non mi resta che correre ai ripari e cioè, non appena ultimata la lettera per te, scrivere subito a Guerriero per rassicurarlo. Prima di chiudere questa lettera desidero ancora ringraziarti per la visita che mi hai fatto e per il sacrificio che hai dovuto affrontare per un viaggio così lungo. Ero troppo preso dalla tua premura qui accanto a me che ho dimenticato d’incaricarti di ringraziare tuo fratello per il gentile dono che ha voluto farmi. Dì a Pasqualino che non ho parole per ringraziarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">La carta è finita, salutami i figli e Maria;</p>
<p style="text-align: justify;">un fortissimo abbraccio dal tuo Nicola.</p>
<p style="text-align: justify;">_______________________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bologna, 22 ottobre 1965</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Carissima Maria Pia.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi devi scusare se questa notte ti ha svegliata. Ieri sera, mentalmente ho seguito il tuo viaggio, ero preoccupato dei pochi minuti che avevi per passare dal Diretto di Bologna al treno di San Benedetto. […] Cara Maria Pia, cerca di andare avanti come meglio puoi; speriamo che io torni presto a casa e così ti darò una mano nel da farsi. Questa notte ho pregato per te e per i nostri figli affinché il Signore li protegga e li ispiri per il bene. […] Io non faccio che pensare a te e ai figli.</p>
<p style="text-align: justify;">Un abbraccio per i figli tutti e un saluto per Maria. Un affezionatissimo abbraccio a te.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuo Nicola.</p>
<p style="text-align: justify;"> _______________________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bologna, 23 ottobre 1965</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Carissima Maria Pia,</p>
<p style="text-align: justify;">[…] Ti prego di dire a nostra figlia [Ida N.d.R.] che io voglio bene a tutti e tre i miei figli alla stessa maniera e, se loro soffrono, le loro sono anche le mie sofferenze. Domani è domenica e spero che porti i bambini dal nonno in Appignano; così avrai modo di metterli al corrente delle mie condizioni di salute. Io ti sto importunando un po’ troppo ma tu vedi di avere anche per me pazienza. Oggi ho pregato per i vostri studi e alle quattro sono andato in chiesa alla funzione serale. Questa sera prima di addormentarmi pregherò tanto il Signore per te affinché ti aiuti in questo particolare momento. Fammi sapere il giorno che vai a Perugia a dare gli esami [per l’ammissione al magistero N.d.R.] che quel giorno farò per te la Santa Comunione e pregherò tutta la giornata affinché possa tu  vedere coronati tutti i tuoi sforzi. […]</p>
<p style="text-align: justify;">Salutami tanto Antonietta e dille che prego per i suoi studi; salutami tanto Ida e dille che la ricordo nelle mie preghiere; salutami tanto Sante e digli che pregherò il Signore che lo aiuti a diventare buono.</p>
<p style="text-align: justify;">Un abbraccio, tuo Nicola.</p>
<p style="text-align: justify;">_______________________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bologna, 24 ottobre 1965</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Carissima Maria Pia,</p>
<p style="text-align: justify;">oggi, domenica, con molta probabilità avrai portato i figli in Appignano dai nonni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa mattina sono stato a messa ed ho fatto, per voi tutti, la S. Comunione e così spero avete fatto voi in Appignano. […] Avrei desiderato anch’io, oggi, stare con tutti voi in Appignano ma spero, se il Signore vorrà,  che anche a me sarà dato di trascorrere delle belle giornate vicino ai figli, ai genitori e al fratello. […] Spesso il pensiero vola in Ascoli e allora cerco, mentalmente, di seguire le vostre azioni ed i vostri spostamenti e mi lascio prendere da questo sentimento e resto lì seduto, o lì nel letto o sulla sedia, come assorto.  Ora, a te, restano nella giornata tante cose da fare, mò, vedi un po’, con l’aiuto del Signore di fare il possibile e di tirare avanti. Non darti preoccupazioni eccessive ma fai quello che puoi fare. […] Io sto bene ed il morale è alto. […]</p>
<p style="text-align: justify;">Salutami i figli. Un abbraccio,</p>
<p style="text-align: justify;">Nicola.</p>
<p>____________________________________________________________</p>
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		<title>29 AGOSTO 1949</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jul 2014 17:15:49 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Epistolario]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissima Maria Pia. Ieri sera non sono tornato in comune a scrivere alla mia Maria Pia perché per tutta l’intera giornata babbo è rimasto a letto per la gamba ed io ho dovuto sostituirlo lì nel mulino. Maria Pia la mia giornata si divide in diverse specializzazioni , una volta sono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Carissima Maria Pia.</p>
<p align="justify">Ieri sera non sono tornato in comune a scrivere alla mia Maria Pia perché per tutta l’intera giornata babbo è rimasto a letto per la gamba ed io ho dovuto sostituirlo lì nel mulino. Maria Pia la mia giornata si divide in diverse specializzazioni , una volta sono intento a rimettere a punto il macchinario, una volta la vanga poi il mugnaio, il perito, il sindaco; come vedi è un minestrone la mia giornata, ma mi contento e non mi lagno.</p>
<p align="justify">Prima pensavo ad uscire, andare a passeggio, gironzolare a destra e a sinistra non concludere niente, ma oggi comprendo che la vita deve essere intessuta di lavoro.Il lavoro non si deve prendere come un castigo come una punizione, ma come una missione che l’uomo ha da compiere al cospetto di Dio e degli uomini.</p>
<p align="justify">Maria Pia in questi giorni ho pensato di arrivare a Pantaneto, ma se babbo non migliora non posso abbandonarlo. Due doveri si combattono in me e precisamente quello di essere da te e nello stesso tempo rimanere vicino a mio padre. […] Oggi ho ricevuto la tua lettera nella quale mi dici che tornerai in Ascoli lunedì; spero di essere là in mattinata.  […] Guerriero parte questa notte per Roma e torna lunedì in modo che io poi posso portarmi in Ascoli per il tuo ritorno.</p>
<p align="justify">Son contento nel vedere che anche tu ti preoccupi per tirar fuori i documenti necessari per il matrimonio. Son contento che mi ricordi il dovere, l’importanza dell’atto che stiamo per compiere. Mi dici di valutare bene l’amore il sacrificio in modo da comportarti sempre bene un altro giorno ed hai pienamente ragione. Mi esorti a scegliere con umiltà la mia via e nello stesso tempo mi preghi di essere fermo nei miei propositi e di comportarmi degnamente. […] Ancora la tua lettera continua: se non ti senti di agire così torna sui tuoi passi e cerca altrove la pace e la felicità.</p>
<p align="justify">Son tornato indietro ed ho cercato la pace e la felicità e l’ho trovata solamente ed esclusivamente con te o mia Maria Pia. Che il Signore ci benedica e espanda su di noi copiose le sue grazie.</p>
<p>Tanti auguri e saluti dal tuo Nicola</p>
<p><a href="http://www.nicolacarosi.it/wp-content/uploads/2014/07/11.jpg"><img class="alignnone  wp-image-364" alt="1" src="http://www.nicolacarosi.it/wp-content/uploads/2014/07/11.jpg" width="428" height="550" /></a></p>
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		<title>24 AGOSTO 1943</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jul 2014 17:05:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Epistolario]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissima Maria Pia. Ore felici, ore indimenticabili sono state per me quelle che in questi giorni ho trascorso vicino a te. […] Lungo la strada non facevo altro che pensare a te, che pensare alle belle ore trascorse al tuo fianco in seno alla tua famiglia. […] Verso sera me [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Carissima Maria Pia.</p>
<p align="justify">Ore felici, ore indimenticabili sono state per me quelle che in questi giorni ho trascorso vicino a te. […]</p>
<p align="justify">Lungo la strada non facevo altro che pensare a te, che pensare alle belle ore trascorse al tuo fianco in seno alla tua famiglia.</p>
<p align="justify">[…] Verso sera me ne uscii solo in bicicletta mi recai lì la Chiesa della Madonna dell’Annunziata; lungo la strada il mio sguardo era rivolto verso la montagna dei fiori, vicino il punto dove è situato il tuo caro paesetto e mi domandavo: cosa farà ora Maria Pia? […] Giunto lì avanti alla Chiesa poggiai al muro la bicicletta: tutt’ intorno era deserto, la porta della Chiesa chiusa e allora mi inginocchiai in quella nuda pietra e recitai tre pater, ave e gloria pregando così: Vergine Santissima, tu che sei la Regina dei nostri cuori, fa che io ami sempre più la mia Maria Pia, fa che ella diventi al più presto la compagna della mia vita, fa che io non trovi ostacolo alla realizzazione del mio sogno da parte dei miei genitori. Quando finii a pregare mi sembrò di sentire una voce che mi dicesse:Figliuolo comprendo il tuo stato d’animo, prega, prega che il tuo sogno si avvererà. Allora con una grande gioia nel cuore risalii in bicicletta per tornare a casa. Lungo la strada pregai per quelli che morivano nei campi di battaglia, pregai per i miseri peccatori, pregai per te o mia diletta, o mio cuore, o mia Regina.</p>
<p align="justify">Tornato a casa andai a letto ma prima di chiudere gli occhi nel nome del Signore recitai il Santo Rosario per i tuoi morti, per i miei morti e spesso mentre pregavo vinto dalla stanchezza e dal sonno la coroncina mi cadeva dalle mani ma la riprendevo per continuare la preghiera; quando finii rivolsi a te un pensiero ed un saluto e mi addormentai con la speranza di sognarti. […] Ti saluto e ti bacio, tuo per sempre, Nicola.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.nicolacarosi.it/wp-content/uploads/2014/07/1.jpg"><img class="alignnone  wp-image-356" alt="1" src="http://www.nicolacarosi.it/wp-content/uploads/2014/07/1.jpg" width="373" height="487" /></a></p>
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